La prima volta in panchina di Troy Deeney è meglio dimenticarla

 

Esonerato dopo nemmeno un mese e zero vittorie.

Quattro turni di squalifica per aver insultato l’arbitro e, come se non bastasse, attacco diretto ai suoi giocatori pubblicamente.

Diciamo che Troy Deeney non ha iniziato in maniera tranquilla la sua carriera da allenatore…

A Luglio, dopo aver preso il patentino da allenatore, l’ex attaccante del Watford classe 1988 diventa giocatore-vice allenatore del Forest Green Rovers, club di League two (quarta divisione inglese), famoso tra l’altro per essere il più sostenibile al mondo.

Pochi giorni prima di natale, però, dopo l’esonero del primo allenatore Dave Horseman, Deeney viene promosso a capo allenatore. E da quel momento, le cose, non sono andate proprio benissimo…

 

Un disastro


Oltre ad aver racimolato pochissimi punti in sei gare (3, frutto di tre pareggi e 3 sconfitte), dopo un match si è reso protagonista di un episodio spiacevole e sgradevole verso l’arbitro (da come riporta il referto insultato e minacciato pesantemente) che gli è costato ben 4 turni di squalifica.
Non contento, in un’intervista post partita ha attaccato i suoi giocatori, rei secondo il suo modo di vedere di essere «dei bambini che si nascondono, si spaventano, dal primo all’ultimo, e che non meritano di stare tra i professionisti».

Ha quindi continuato senza freni, prima attaccando il centrocampista Reece Brown per un ritardo, poi il difensore Fankaty Dabo, definendo la sua prestazione “terribile”.
Ha concluso dicendo che non capisce del perché abbiano paura di perdere, visto che «dovrebbero essere abituati a perdere in base a quello che si è visto negli ultimi 18 mesi, due anni…».

Poche ore dopo, Deeney è stato licenziato dal proprietario dei Forest Green Rovers, Dale Vince, che ha poi cercato comunque di “giustificare” – almeno in parte – il comportamento dell’ex attaccante del Watford.

«Penso che abbia sbagliato. So che si è scusato per questo, quindi penso che lo sappia già da solo. Penso che sia stato sbagliato parlare con i giocatori così.

Non credo che sia questo il modo di allenare e comunicare con una squadra. Probabilmente era mosso dall’emozione, era frustrato per i risultati e le prestazioni… Siamo tutti umani e a volte succedono anche queste cose.

Questo modo può anche essere utile per una scossa o un risveglio, ma penso che in questo caso ci sia il pericolo che possa andare invece dall’altra parte perché è stato detto in pubblico. Penso che sia lì l’errore più grande.

Puo essere anche giusto parlare con i giocatori in maniera chiara e dura, ma dirlo in pubblico – è una cosa diversa. Lì i giocatori puoi perderli del tutto, o almeno questo è il mio pensiero…».

Passato

Troy ci aveva abituati a momenti “folli” già nella sua carriera da calciatore.

Nel 2012, quando era già un giocatore del Watford, fuori da un pub a Birmingham (sua città natale) si rese protagonista di una rissa con uno studente per futili motivi. Furono le telecamere ad inchiodarlo in quel caso: i filmati mostrarono il giocatore mentre spingeva uno studente per strada e lo prendeva a calci. Non soddisfatto, Deeney aggredì anche un agente accorso sul posto. La condanna sarà di 10 mesi di carcere (ne farà tre, per poi essere rilasciato in semi-libertà con il braccialetto elettronico).

Statistica “terribile”

La prima volta da head coach di Deeney, quindi, è durata soltanto 29 giorni. Statistica che lo ha fatto diventare l’undicesimo allenatore più breve nella storia della Football League e di cui non sarà certamente orgoglioso.

Luigi Potacqui
Ho creato Romanzo Calcistico. Ho scritto per Sonzogno "La magia del numero 10", perché il 10 è davvero un numero magico. Poi, non contento, ho scritto “Settimo Cielo”, il romanzo dei numeri 7. Perché nel vedere giocare Garrincha, Meroni o George Best, per arrivare fino ai giorni nostri con CR7, non puoi che sentirti in paradiso.
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