Ciccio Caputo insegna che tutto è possibile

Ciccio Caputo

La meravigliosa scalata al grande calcio di un “operaio del gol”

E’ appena un ragazzino Francesco, la sua carta d’identità dice solo “16 anni”, quando vuole già smettere di giocare a pallone.

Ancora non inizia che già vuole lasciare.

Si sente profondamente ferito e tradito dalla sua società, il Toritto (che milita all’epoca nella prima categoria pugliese), dopo che il passaggio al Grosseto è saltato perché, dicono da quelle parti, la società toscana non ha voluto pagare le spese del convitto.

Il giovane talento di Altamura non crede a ciò che gli dicono dirigenti e genitori e prende così una decisione netta, decisa, drastica: preferisce andare a lavorare con il padre, che di mestiere fa il muratore, pur di non far ritorno al Toritto.

Fortuna per lui che in quel momento di crisi adolescenziale, a “vegliare” su di lui e a spronarlo c’è Onofrio Colasuonno, suo allenatore all’epoca nella piccola società pugliese, che stravede per Ciccio e che si presenta a casa del ragazzo, ancora molto scottato per come erano andate le cose, per fargli cambiare idea.

“Ragazzo mio tu sei forte, fai un altro anno al Toritto, avrai altre occasioni credimi, te lo prometto”.

Dopo qualche giorno, il giovane attaccante si convince a riprendere e quell’anno con 14 gol trascina la squadra alla promozione.

È l’inizio della scalata: la voglia della rincorsa al sogno non l’abbandonerà più.

La stagione successiva si guadagna la chiamata dell’Altamura di mister Angelo Terracenere, che milita nel campionato di Eccellenza, per poi passare dopo solo un anno e 12 gol in C2 al Noicattaro di mister Pino Giusto.

“Doveva essere il quarto attaccante da integrare in rosa, ma dopo poche partite si è preso il posto da titolare e non lo ha perso più…”.

11 gol, salvezza raggiunta e riflettori tutti puntati su di lui.

È il Bari di Antonio Conte a spuntarla tra le tante pretendenti, che lo porta a giocare per la prima volta in serie B: il salto è grande, il sogno di una vita si sta avverando.

Come sarà la sua prima stagione nella serie cadetta? Da predestinato.

Vittoria del campionato, promozione in serie A e 10 gol totali. Come nelle favole, solo che è tutto vero.

Si toglierà poi la grande soddisfazione di segnare anche una meravigliosa tripletta. A chi? Proprio a quel Grosseto che non aveva del tutto creduto in lui.

Il cerchio si è chiuso. 

Da lì tanti anni di B e altrettanti gol (con Bari, Salernitana, Siena, Entella ed Empoli), che lo confermano come gran bomber della cadetteria.

Un’ottima carriera comunque per chi come lui è partito dagli infimi di terra della prima categoria pugliese.

Ma non sa che la vita gli sta per riservare ancora un’ulteriore sfida, quella della serie A sfiorata soltanto per mezza stagione ai tempi del Bari.

Se la conquista con l’Empoli (con cui in due anni, tra serie B e A, realizza ben 42 reti) e se la prende del tutto quest’anno con il Sassuolo (che ha speso per lui, trentaduenne, quasi 8 milioni di euro) a suon di gol e fame, grazie anche al gioco offensivo e alla fiducia di Roberto De Zerbi.

Dalla 1ª categoria ad essere il secondo miglior attaccante italiano in questa serie A con 21 reti, a 33 anni, fino alla tanto attesa e sognata prima convocazione in nazionale.

Ciccio Caputo insegna: non bisogna mai smettere di essere affamati. 

Non bisogna mai smettere di sognare.

Luigi Potacqui
Ho creato Romanzo Calcistico. Ho scritto per Sonzogno "La magia del numero 10", perché il 10 è davvero un numero magico. Poi, non contento, ho scritto “Settimo Cielo”, il romanzo dei numeri 7. Perché vedere giocare Garrincha, George Best, per arrivare fino a Cantona e a CR7, non puoi che sentirti in paradiso.
https://www.romanzocalcistico.com

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