L’unicità di Jašin

romanzo calcistico

L’unico portiere nella storia del calcio in grado di vincere il Pallone d’Oro

 

 

Mosca,1929. Siamo nell’Unione Sovietica a cavallo tra le due guerre mondiali, da cinque anni era morto Lenin e progressivamente, grazie alla sua abilità politica, era salito al potere Iosif Stalin.

Nasce quell’anno e cresce sotto la dura epopea staliniana il più grande portiere della storia sovietica e mondiale, Lev Ivanovič Jašin.

La sua era una famiglia povera, ciò lo costrinse a dover lavorare in una fabbrica di bulloni già all’età di dodici anni.

Leggenda narra che già da lì darà sfoggio della sua reattività e del suo talento, cominciando con il  parare bulloni tirati dai suoi colleghi: dicono non se ne facesse sfuggire uno.

Inizialmente si dilettava nell’Hockey sul ghiaccio, in porta, mazza in mano, era un vero portento.

Così la squadra di calcio della Dinamo Mosca, facente parte della stessa polisportiva, non avendo più portieri a causa di ripetuti infortuni è quasi costretta a chiamarlo.

La cosa più incredibile è che Lev ha 22 anni e nessuna esperienza nel calcio.

Su di lui nessuno avrebbe scommesso un dollar… ops, un rublo. Meglio non sbagliare su certe cose.

Comunque, davvero altri tempi.

E dopo aver vinto una coppa nazionale nell’hockey, Lev comincia a parare con le sole mani, su un campo d’erba, come non aveva mai fato fino ad allora se non in partitelle tra amici.

Sarà l’inizio della leggenda, il calcio sarà lo sport che lo renderà immortale.

Per quasi due decenni indosserà la maglia numero uno della Dinamo e della nazionale sovietica, con cui batterà record su record. Tutto il mondo conosce ormai super Lev Jašin.

Personalità, reattività e soprattutto incredibili parate. Soprattutto dai tiri dagli undici metri… Ancora oggi detiene il record di rigori parati (150, come riportato dalla FIFA, anche se altre fonti riportano 86), record che gli ha probabilmente permesso di vincere l’unico Pallone d’oro (quello del 1963) mai conquistato da un portiere.

E lo ha aiutato sicuramente il fatto di aver tenuto inviolato la propria porta, tra Dinamo Mosca e URSS, per 207 gare su più di 400 disputate in carriera.

Numeri impressionanti per uno che ha poi vinto con la sua nazionale un Europeo (1960, primo e unico nella storia), un’Olimpiade (Melbourne 1956, primo e unico nella storia) e raggiunto i quarti di finale di una Coppa del mondo, miglior traguardo conquistato ancora oggi dalla Russia.

Dire se Lev Jasin sia stato il miglior portiere della storia non è facile, vista l’evoluzione del calcio e di tutto ciò che ne comporta, e di tutti i grandi “numeri uno” che sono poi nati successivamente.

Possiamo però dire che è stato il più forte della sua epoca e il più iconico di tutti i tempi, senza ombra di dubbio.

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