Erling Haaland non si ferma più

Erling Haland - Sports Creators

I numeri del giovane bomber norvegese son sempre più impressionanti: con la doppietta al Bayern sono 29 gol in 28 apparizioni. Numeri da capogiro, numeri da vera e propria “gol machine”.

Figlio d’arte

Erling Braut nasce a Leeds, una di quelle città inglesi dove si respira calcio, una piazza dove lo United è religione. Il papà Alf-Inge all’epoca indossa proprio la maglia degli Whites, prima di trasferirsi qualche mese dopo la nascita del figlio a Manchester, sponda Cityzens.

Passa quindi gran parte della sua infanzia in terra britannica, trasferendosi in Norvegia con la famiglia solamente una volta conclusa l’avventura del padre in Premier League, quando ha già undici anni. È proprio nella penisola scandinava che muove i primi passi, è proprio in un piccolo club norvegese chiamato Bryne, che abbraccia il suo destino.

Un destino che lo vedrà brillare nel cielo del calcio europeo sin da subito. Un destino che sembra avere in serbo per lui solamente successi.

Gavetta

Il suo esordio nel calcio professionistico avviene il 12 maggio 2016, nella prima delle sedici apparizioni che totalizza con la maglia del Bryne. Erling, allora sedicenne, rimane a secco di reti per tutto il campionato, mentre il club non riesce purtroppo a raggiungere la salvezza.

Non sarà l’inizio di carriera che aveva sperato, e il provino andato male con l’Hoffenheim a fine stagione non aiuterà di certo il suo morale. Ma poche settimane dopo riesce a conquistare la fiducia del Molde, uno dei club più importanti di Norvegia: è un nuovo inizio per Haaland, la prima piazza dove il “gigante” si mostrerà tale.

Una nuova macchina da gol

 

Erling Haland - Sports Creators
Erling Haland – Sports Creators 

 

Dopo aver acquistato fiducia e titolarità, Haland segna il suo primo gol in carriera nella vittoria per 2-1 in casa del Tromsø: è il primo acuto, ne seguiranno tanti, tantissimi altri. Ma è il 1°luglio 2018, sul campo del Brann, che tutti si accorgono veramente di lui.

Partita sulla carta equilibrata, uno scontro tra due dei club più forti in quel momento in Norvegia. La gara però, a discapito dei pronostici, prende subito una piega netta a favore degli ospiti grazie proprio a lui, Erling Haaland.

Sblocca il risultato al quarto minuto e nove minuti più tardi la storia si ripete: sugli sviluppi di un calcio d’angolo a sfavore, il Molde recupera palla e riparte in contropiede, il pallone arriva ad Haaland che, dopo aver saltato secco il difensore avversario, lo spinge di nuovo in rete. Passano altri due minuti e i ragazzi del neo tecnico dei Blå-hvit, Ole Gunnar Solskjaer, da quelle parti vera leggenda, segnano di nuovo. Il marcatore? Ancora una volta lui…. Haaland!

Finita? Nemmeno per sogno. il giovanissimo centravanti del Molde mette a segno anche il quarto gol, questa volta su calcio di rigore: a venti giorni dal suo diciottesimo compleanno, diventa il più giovane giocatore ad aver segnato quattro gol in una singola partita nel campionato norvegese. Non ha ancora iniziato che ha già raggiunto il suo primo record. Anche se, presto, saranno i record stessi a inseguirlo.

Una nuova avventura

L’avventura al Molde va a gonfie vele, tanto che Erling dopo due stagioni riceve le lusinghe di diversi club stranieri, per poi decidere infine di volare in Austria, direzione Salisburgo. Una scelta che gli permette di confrontarsi con un’altra realtà calcistica, una scelta che a breve gli avrebbe permesso di ascoltare la meravigliosa melodia della Uefa Champions League.

Nel campionato austriaco inizialmente trova qualche difficoltà, subentrando spesso dalla panchina, partendo la prima volta da titolare solamente il 12 maggio, a quattro mesi ormai dal suo arrivo. Nonostante ciò Erling non si demoralizza, lavora sodo, sfrutta l’occasione concessagli dal tecnico Marco Rose e alla prima da titolare la butta finalmente dentro, portando il Salisburgo alla vittoria.

La consacrazione

Nella stagione successiva, Haaland si prende la ribalta europea e diventa l’Haland che tutti conosciamo.

Dopo essersi fatto conoscere al mondo nel maggio 2019 per quella fantascientifica partita ai mondiali Under 20 Norvegia – Honduras 12-0, dove lui ne segnò addirittura nove (piccola curiosità: nel tabellino entrò anche il milanista Hauge), riesce a conquistarsi un posto cruciale in squadra e a trascinare i suoi nel girone della Champions League. Personalità, strapotere fisico e talento: i dogmi del ragazzo, le qualità mostrate dal centravanti nel palcoscenico più importante d’Europa.

Alla prima esperienza nella massima competizione europea infatti, Haaland si mostra decisamente pronto. All’esordio, datato 17 settembre 2019, si rende immediatamente protagonista di una tripletta nei primi 45 minuti di gioco. A soli 19 anni, diviene così il secondo giocatore più giovane di sempre a realizzare una tripletta nella prima partita di Champions, davanti a lui solo Wayne Rooney.

Nelle partite successive, con Napoli e Liverpool, riesce a siglare altri 3 gol, divenendo quindi il calciatore ad aver segnato più reti nelle prime tre gare di questa competizione. Infrangendo il precedente record di un mostro sacro come Didier Drogba.

Nonostante gli sforzi di Haaland, il Salisburgo al termine del girone non riesce a fare l’impresa e a qualificarsi per gli ottavi di finale, ma si guadagna comunque l’accesso ai sedicesimi di l’Europa League, grazie al terzo posto nel girone. Per Erling invece, si prospettava sempre più l’approdo ad un club più blasonato e competitivo: le sue straordinarie performance, la sua giovane età, la sua fame e il suo strapotere fisico non potevano che attirare i più grandi club d’Europa, pronti a pagare la clausola rescissoria per accaparrarselo.

La chiamata del Borussia

Manchester United (dove nel frattempo si era stabilito il suo ex allenatore Solskjaer), Juventus, Real Madrid tentano l’affondo ma Erling ha le idee chiare: il suo obiettivo è procedere per step, giocare con continuità e aumentare l’esperienza in un club che storicamente fa crescere talenti per poi lanciarli definitivamente nell’élite del calcio europeo: il Borussia Dortmund.

Mai scelta fu più azzeccata.

I gialloneri acquistano Erling il 1° gennaio 2020, pagando la clausola rescissoria di 20 milioni del Salisburgo: Haaland sbarca quindi in Germania, pronto per continuare la sua scalata. E all’appello il norvegese risponde subito presente, realizzando l’ormai abitudinaria tripletta all’esordio in Bundesliga, in soli 23 minuti. Nelle settimane successive continua con la sua raffica di gol, conquistandosi di diritto una maglia da titolare negli ottavi di finale di Champions contro il Psg, in una notte che il gigante norvegese non dimenticherà facilmente.

Il ragazzo fa impazzire il Muro Giallo

Al Signal Iduna Park il Borussia affronta il Psg di Mbappé e Neymar, in una sfida  maschia, equilibrata e di grande intensità.

Dopo un primo tempo giocato a ritmi alti ma privo di grandi emozioni, la partita finalmente entra nel vivo, regalando otto minuti infuocati.

Al minuto 69’ il BVB passa in vantaggio proprio grazie ad un tap-in sotto porta di Erling Haland, dopo un cross dalla destra del marocchino Hakimi. Pochi minuti più tardi però, il Psg trova il pareggio con Neymar, a cui basta spingere la palla in rete a porta vuota dopo una devastante incursione di Kylian Mbappé.

Ma bastano appena due giri di lancette per assistere all’ennesimo capolavoro del norvegese.

Hummels serve tra le linee Gio Reyna: l’americano passa subito il pallone al numero 9 giallonero che, in meno di un secondo e con il solo piede sinistro, prima lo accarezza con delicatezza, poi, una volta conquistatosi lo spazio per calciare, lo sbatte brutalmente sotto la traversa, con la porta che sembra cascare per la violenza inaudita.

Un gol, il decimo  in sette partite di Champions giocate, che vale la vittoria per 2-1 del Borussia e la speranza di potersela giocare al ritorno. I gialloneri però al Parco dei Principi usciranno sconfitti 2-0, abbandonando mestamente il sogno europeo.

Aspettative

A poco più di un anno da quel triste capitolo, Haaland e compagni si trovano adesso ad un passo dai quarti di finale, dopo essersi imposti per 3-2 sul campo del Siviglia di Lopetegui.

L’ambiente, deluso dalla stagione negativa in campionato (che ha portato all’esonero di Favre), chiama a gran voce una qualificazione al turno successivo che risolleverebbe morale e aspettative. Sogna una lunga cavalcata europea che manca da anni, da quando sulla panchina sedeva Jurgen Klopp.

L’impresa è ardua, ma con un giocatore come Erling Haaland in squadra, tutto diventa possibile.

 

 

 

 

 

 

 

 

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