Romanzando con Rivaldo

Gigi Potacqui, fondatore di Romanzo Calcistico, ha intervistato in esclusiva al Camp Nou un monumento del calcio mondiale, Rivaldo

 

È l’incarnazione del talento, della tecnica allo stato puro abbinata alla dominanza fisica. È eleganza, gioia, romanticismo. Una fabbrica di emozioni tutta brasiliana, un sinistro che mai e poi mai potrà finire nel dimenticatoio. È l’uomo da 427 gol e quasi 150 assist in carriera, campione del mondo 2002 e vice campione nel 1998, Pallone d’oro 1999. Rivaldo Vitor Borba Ferreira, semplicemente Rivaldo.

 

‹‹Ronaldo, Ronaldinho, un giovane Kakà e Rivaldo: quattro palloni d’oro, accompagnati da tanti altri campioni, Cafù e Roberto Carlos su tutti. Si trattava di una generazione di fenomeni, insomma era impossibile non vincere quel mondiale››.

 

‹‹Sì, nel mondiale del 2002 c’erano grandissimi campioni, tra cui appunto quattro palloni d’oro. Giocammo un grandissimo mondiale e alla fine riuscimmo a vincere, fu una vittoria sicuramente meritata e il raggiungimento di un trofeo incredibile››.

 

‹‹Dopo aver incantato in Spagna, tra Deportivo e Barcellona, l’approdo al Milan. Ti sei presentato con un gol meraviglioso di tacco all’esordio purtroppo poi annullato, e l’annata si è chiusa con la vittoria della Champions League. A livello personale però, ti aspettavi una stagione migliore?››.

 

‹‹La mia avventura in rossonero è iniziata bene, segnai quel bel gol di tacco poi annullato, e riuscii in seguito a vincere la Champions. Sicuramente avrei voluto far ancora di più, ma stavo attraversando un periodo complicato della mia vita personale, mi stavo separando da mia moglie. Nutro però ancora un grande affetto per i tutti i tifosi del Milan, è stato sicuramente un anno e mezzo importante all’insegna delle vittorie››.

 

‹‹Qual è il giocatore più forte con cui hai giocato?››

 

‹‹Ronaldo il fenomeno. Giocare con lui era facilissimo, era un calciatore davvero formidabile. Sapevo come servirlo e poi lui si occupava del resto, per questo motivo è chiamato “il fenomeno”››.

 

‹‹Qual è il giocatore invece più simpatico con cui hai giocato?››

‹‹Posso dirtene uno delle squadre avversarie. Sicuramente quando affrontavo il Real Madrid, Zidane era tra i più simpatici››.

 

‹‹Il difensore più forte contro cui hai giocato?››

 

‹‹Ti dico due difensori: Fernando Hierro, e Paolo Maldini. Contro Paolo era davvero dura, fortunatamente poi abbiamo iniziato a giocare assieme ed è diventato tutto più facile››.

 

‹‹Spostandoci sulle panchine, qual era il tuo allenatore preferito?››

 

‹‹Io ricordo sempre Wanderley Luxemburgo. È un allenatore che oggi allena in Brasile, fu l’allenatore del Real Madrid e sicuramente un tecnico da cui ho appreso tanto››.

 

‹‹Qual è invece il tuo idolo di infanzia?››

 

‹‹Zico! Un giocatore incredibile che è stato anche una realtà del vostro campionato con la maglia dell’Udinese››

 

‹‹La tua squadra del cuore?››

 

‹‹Santa Cruz, una squadra del nord-est del Brasile poco conosciuta, ma per la quale tutta la mia famiglia fa il tifo››.

 

‹‹Spostandoci invece sul calcio attuale, qual è il tuo giocatore preferito odierno?››

 

‹‹Mi piace tantissimo Messi, parlo sempre di lui. Tutti mi chiedono anche di Cristiano, anche lui è un giocatore fantastico, un calciatore che fa la differenza in tutte le squadre in cui gioca. Ma se devo sceglierne uno, scelgo Messi››.

 

‹‹Quale sarà la prossima promessa brasiliana a esplodere?››

 

‹‹Ad oggi direi che Paquetà e Vinicius promettono bene. Ma non riesco a individuare giovani brasiliani di talento assoluto al momento››.

 

L’intervista video

Rivaldo e Gigi Potacqui
Rivaldo e Gigi Potacqui

 

 

 

 

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