Euro 2020, le sorprese del torneo

Come spesso accade in queste competizioni, non sono mancate le sorprese nemmeno ad Euro 2020

Nessuno poteva immaginare che la Svizzera, qualificatasi agli ottavi dalla fase a gironi tra le “migliori terze”, potesse eliminare i campioni del mondo in carica della Francia.

Ma si sa, nel calcio può accadere di tutto, il calcio regala anche questo tipo di imprese e, nel caso dei transalpini, delusioni.

Gli uomini di Vladimir Petkovic, vecchia conoscenza del nostro calcio che tra il 2012 e il 2014 ha guidato la Lazio, hanno fornito una prestazione quasi perfetta, al cospetto sì di un team pieno di stelle, ma forse con poca fame oltre che disposta male in campo dal proprio commissario tecnico.

I protagonisti dell’impresa elvetica

Capitan Granit Xhaka è stato la vera guida, il vero leader della nazionale elvetica. Personalità, qualità e carattere al servizio dei compagni.

Al suo fianco l’atalantino Remo Freuler, vero moto perpetuo in mezzo al campo, mentre in avanti, bomber Seferovic, scartato dalla Fiorentina troppo precocemente e rinato in Portogallo (lo scorso anno 22 reti con la maglia del Benfica), è stato letale.

Ma anche Shaqiri, Embolo, lo stacanovista Zuber, i difensori Elvedi e Akanji, l’ex Udinese Widmer: tutti hanno disputato una partita eccellente.

Su tutti, però, a risaltare ovviamente come il vero eroe, non poteva che essere Yann Sommer, portiere classe 1988 del Borussia Moenchengladbach, autore della parata su Kylian Mbappé che ha deciso la lotteria dei rigori.

Unica nota stonata Ricardo Rodriguez: il rigore sbagliato in gara, che ha poi dato il via alla rimonta francese, sembrava potesse spezzare le gambe agli elvetici.

Ci hanno poi pensato i suoi compagni Seferovic e Gavranovic a rimettere le cose a posto e a portare la Svizzera sul 3-3, prima dei decisivi rigori.

 

Nel nome di Christian Eriksen

Sembrava tutto compromesso per la Danimarca dopo la sconfitta iniziale contro la Finlandia, nel giorno della tragedia sfiorata con Eriksen.

Dopo il malore accusato dal trequartista dell’Inter, i calciatori danesi sono scesi in campo con le teste appesantite da quei momenti drammatici vissuti qualche ora prima. E comprensibilmente.

Forse sarebbe stato meglio giocarla il giorno seguente, o forse no: in questi casi non si sa mai cosa sia giusto fare.

Tant’è che i danesi sono usciti sconfitti, cosa che si è ripetuta poi anche nella seconda giornata, dove gli uomini del C.T. Hjulmand hanno comunque dato battaglia al proibitivo avversario che avevano di fronte, il Belgio.

Nel terzo incontro, però, tutta la rabbia e la furia accumulata nelle settimane precedenti da capitan Simon Kjaer (campione dentro e fuori dal campo) e compagni, si è abbattuta sulla Russia: 4-1 e qualificazione come seconda classificata del girone.

Così adesso, dopo aver spazzato via il Galles di Gareth Bale per 4-0 agli ottavi grazie a un super Kasper Dolberg, ha l’occasione di tornare in semifinale agli europei dopo 29 anni.

In quel caso, era il 1992, la Danimarca di Brian Laudrup e Peter Schmeichel (ripescata all’ultimo per l’esclusione della Jugoslavia), riscrisse la storia del calcio continentale. E pensare che non doveva nemmeno esserci …

Nel segno di Schick

A contendere l’accesso ad una storica semifinale ai danesi ci sarà la Repubblica Ceca, altra outsider e sorpresa di questa edizione.

I cechi sono stati capaci di eliminare la più quotata Olanda con un secco 2-0 agli ottavi, dopo esser passati come terzi nel gruppo D con Inghilterra e Croazia.

La Repubblica Ceca ha dimostrato, quantomeno al completo, di essere una squadra davvero ostica e difficile da affrontare. Se ne sono accorti inglesi e croati nel girone, se n’è accorta l’Olanda di Frank De Boer, che ha rassegnato le dimissioni dopo la cocente eliminazione.

E se Tomas Soucek è ormai una certezza, la continuità che sta avendo Patrik Schick in questa competizione è davvero sorprendente.

I colpi l’ex Roma e Sampdoria li ha sempre avuti, ma in pochi pensavano potesse trascinare così i propri compagni in questo Europeo. 4 partite, 4 gol e tanta classe per l’attaccante del Bayer Leverkusen, tra i migliori del torneo fino a questo momento.

Si scrive Sheva, si legge storia

Da calciatore ha guidato la sua Ucraina per la prima volta nella storia fino ai quarti del Mondiale 2006, persi poi contro l’Italia futura campione del mondo.

Adesso da allenatore, ha conquistato per la prima volta anche i quarti di finale dei campionati Europei, battendo la Svezia ai tempi supplementari.

Andriy Shevchenko è entrato ancora una volta nella storia dell’Ucraina calcistica, semmai ce ne fosse stato bisogno.

Lo ha fatto grazie alla sua stella Oleksandr Zinchenko (gol e assist per l’esterno del Man City), ma soprattutto grazie al gol a tempo ormai scaduto di Artem Dovbyk, attaccante classe 1997 del Dnipro-1, convocato all’ultimo e all’esordio in questo Europeo. Quando si dice il destino…

Venerdì iniziano i quarti di finale: quattro outsider (sopra elencate) e quattro big (Belgio, Italia, Spagna, Inghilterra) a completare il tabellone.

Vincerà una sorpresa o una delle favorite? Lo scopriremo tra due settimane.

Luigi Potacqui
Fondatore di Romanzo Calcistico. Ho scritto un libro, "La magia del numero 10". Perché il 10 è davvero un numero magico.
https://www.romanzocalcistico.com

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