Bentornata, Virginia

La calciatrice spagnola è tornata in campo due anni dopo l’operazione al cervello

Hai venticinque anni, sei nel pieno della vita e delle forze, sei un punto fermo di un club blasonato come l’Atletico Madrid e di una nazionale forte come quella spagnola: stai realizzando tutto quello che hai sempre sognato.

Poi, un giorno, tutto improvvisamente sembra andare in frantumi. Senza una spiegazione, senza un senso, la tua vita viene capovolta violentemente. Completamente.

Giorni tremendi

Nel maggio del 2020, pochi mesi dopo lo scoppio della pandemia CoVID – 19 che ancora oggi ci tormenta, a Virginia Torrecilla, calciatrice spagnola classe 1994, viene diagnosticato un tumore al cervello. Sono giorni tristi quelli per la baleàrica (è nata a Son Servera, piccola cittadina nelle Isole Baleari), giorni passati a dover convivere con le più grandi paure che la vita ti possa presentare davanti.

“Ce la farò?”, “sarò in grado di combatterlo e di sconfiggerlo?”. Dinanzi a tali diagnosi, domande così non possono che sorgere spontanee.

Superato lo sconforto delle prime settimane, però, da guerriera qual è “Vir” – è così che la chiamano compagne e amiche di una vita – ha iniziato con tutte le sue forze la sua personalissima battaglia.

Ha lottato con tutta se stessa per riprendersi ciò che le spettava. Per potersi riprendere la sua vita.

El regreso

Ieri, 683 giorni dopo l’ultima partita giocata e 20 mesi dopo la delicata operazione per l’asportazione del tumore, Virginia è tornata in campo, tra la commozione di tutti i presenti, che fossero atlete, staff, arbitri o pubblico sugli spalti.

Un giorno mi hanno detto che non avrei più giocato nel calcio professionistico. – ha rivelato commossa nell’intervista post partita ai microfoni del canale ufficiale dell’Atletico MadridQuasi due anni dopo, quasi dopo due anni di riabilitazioni, cure, radiazioni, chemio e malattia, sono qui… Sì, ce l’ho fatta. Questo per me è un giorno speciale, non lo dimenticherò mai“.

Indescrivibile l’emozione e i brividi suscitati nel vederla pronunciare queste parole.

Il profilo del Barcellona Femminile, dopo il match – terminato con la roboante vittoria delle blaugrana sulle colchoneros per 7-0 – ha postato un video dove le proprie ragazze festeggiano la rivale abbracciandola e lanciandola in aria. Nella didascalia c’è scritto: “La supercoppa non è stata l’unica vittoria oggi” con cuore annesso.

Un gesto meraviglioso quello del club catalano, così come le parole utilizzate. Anche se, con tutta l’onestà del mondo e il rispetto per il trofeo in palio, le due vittorie non sono minimamente paragonabili. Non lo saranno mai.

Bienvenida de nuevo, Vir.

Luigi Potacqui
Ho creato Romanzo Calcistico. Ho scritto per Sonzogno "La magia del numero 10", perché il 10 è davvero un numero magico. Poi, non contento, ho scritto “Settimo Cielo”, il romanzo dei numeri 7. Perché vedere giocare Garrincha, George Best, per arrivare fino a Cantona e a CR7, non puoi che sentirti in paradiso.
https://www.romanzocalcistico.com

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