Luis Suarez è tornato a casa

Luis Suarez

Il sogno del pistolero di chiudere nella squadra in cui è cresciuto si è avverato

Una di quelle storie romantiche, che negli ultimi tempi si fa fatica a vedere tra i calciatori di questo calibro, soprattutto se si è ancora integri per poter giocare a buoni livelli e in campionati con più appeal.

Negli ultimi mesi il suo entourage ha avuto ripetuti contatti con diversi club europei – si è parlato dell’Aston Villa di Steven Gerrard e persino di un’offerta del Monza di Berlusconi – oltre che con i soliti, ricchi campionati capaci di ricoprirlo d’oro, come la MLS americana, il campionato saudita e quello del Qatar.

Ma alla fine, Luis Alberto Suarez Diaz ha scelto con il cuore.

Lascia così l’Europa dopo sedici lunghi anni per far ritorno a casa, tra le braccia del suo primo amore calcistico, quel Nacional Montevideo in cui è cresciuto e per cui da bambino faceva il tifo.

Lì, dove tutto è iniziato

Dopo aver fatto tutte le trafila nelle giovanili del Tricolores, fa il suo esordio in prima squadra il 3 maggio 2005, a 18 anni, in un match di Copa Libertadores perso 3-2 contro i colombiani del Junior Barranquilla. Luis gioca appena quindici minuti, pochi per lasciare subito il segno.

È, infatti, nella stagione seguente che entra ufficialmente a far parte della rosa e far conoscere a tutti le sue doti. Comincia piano piano a giocare con continuità e a scalare gerarchie, fino a non uscire più dalla formazione titolare.

Nel giugno del 2006, poi, diventa ufficialmente idolo dei tifosi segnando due gol (uno per match) nelle due finali per il titolo giocate contro il Rocha FC. In totale, tra torneo regolare e gare di play-off, saranno 12 i gol in 29 presenze.

Un bottino niente male per un ragazzino esordiente, che permette al club di vincere il suo 41º titolo e a lui di farsi notare dai tanti scout europei che solitamente visionano i tanti campionati sudamericani.

La spunta il Groningen, club olandese nel quale si mette in mostra in Eredivisie, prima di finire nel mirino del club più grande d’Olanda: l’Ajax. Inizia qui, la cavalcata verso il grande calcio.

Il ritorno

Torna in patria dopo aver indossato le maglie di Groningen e Ajax appunto, ma anche e soprattutto di Liverpool, Barcellona e Atletico Madrid. Club con i quali ha conquistato 17 titoli e due Scarpe d’oro, segnando la bellezza di 440 gol (e vinto la classifica marcatori in tre campionati diversi: Eredivisie, Premier League e Liga), oltre – sempre cosa buona e giusta ricordarlo – ai 12 collezionati con il Nacional e i 68 realizzati con la nazionale uruguaiana (è il miglior marcatore di sempre, dieci in più rispetto al secondo, Edinson Cavani). La somma fa, numeri alla mano, 520, una cifra mostruosa seconda solo, nei calciatori ancora in attività, a fuoriclasse come Cristiano Ronaldo, Lionel Messi, Zlatan Ibrahimovic e Robert Lewandowski.

Un ritorno, però, anche abbastanza sorprendente, inutile nasconderlo, perché Luis Suarez, fino a qualche giorno fa, non era nemmeno nei piani del Nacional.

Sono stati i tifosi ad iniziare la campagna con l’hashtag #SuarezANacional, che in pochi giorni è andato in tendenza in Uruguay e nel mondo con oltre 200mila tweet.

Giocatori ed ex giocatori del club, come Alvaro “el Chino” Recoba, si sono uniti al coro social e hanno fatto in modo che il tutto arrivasse al giocatore, il quale ha inizialmente ringraziato, ma poi domandato ironicamente come mai si fossero preoccupati i tifosi, mentre dal club, nemmeno una chiamata di perlustrazione.

Una trattativa “storica”

Così il Nacional, immobile fino a quel momento (probabilmente perché non pensava mai ad una possibile apertura del Pistolero), decide finalmente di contattare il giocatore.

Bastano pochi incontri e anche meno chiacchiere per trovare un accordo tra le due parti: in cuor suo, il sogno è sempre stato quello di chiudere la carriera nel Nacional.

Quindi, l’arrivo della fumata bianca, del giorno tanto atteso dai supporters de “la Blanca”: il giorno in cui una campagna sui social dei tifosi di un club ha creato, alimentato e raggiunto un ingaggio dal nulla.

Nella giornata di ieri, infatti, l’attaccante uruguaiano e il club hanno confermato il tutto attraverso i propri canali di comunicazione, rendendo il matrimonio ufficiale. Il che vuol dire una sola cosa, quindi: la tifoseria del Nacional è riuscita nella storica e originale impresa di avviare una trattativa per un giocatore, che si è poi conclusa con l’acquisto dello stesso. E “che giocatore!”, aggiungo io…

 

Luigi Potacqui
Ho creato Romanzo Calcistico. Ho scritto per Sonzogno "La magia del numero 10", perché il 10 è davvero un numero magico. Poi, non contento, ho scritto “Settimo Cielo”, il romanzo dei numeri 7. Perché vedere giocare Garrincha, George Best, per arrivare fino a Cantona e a CR7, non puoi che sentirti in paradiso.
https://www.romanzocalcistico.com

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