Pippo Inzaghi, una perfetta contraddizione

La storia di un centravanti davvero particolare

Non era molto tecnico, non aveva un fisico eccezionale, non era tanto veloce e chiedergli una sponda era impresa ardua. Nella classifica dei gol segnati nelle competizioni UEFA per club, però, è sesto a quota 70 reti, alle spalle solo di Cristiano Ronaldo, Lionel Messi, Robert Lewandowski, Karim Benzema e Raúl.

Inoltre, è il miglior marcatore italiano di tutti i tempi in Champions League con 50 gol realizzati, oltre as essere l’unico giocatore ad aver segnato in tutte le competizioni internazionali per club.

Sì, una vera e propria sentenza, una vera e propria macchina da gol.

Vista la “premessa tecnica”, vi starete domandando come sia stato possibile, il che è del tutto lecito.

La prima cosa che risaltava agli occhi nel vederlo giocare era quell’aura mistica che lo avvolgeva. Era come se avesse una calamita pronta ad attirare il pallone a sé.

Fanno riflettere le parole di Johan Cruijff: «in realtà, non sa proprio giocare a calcio. È solo che sta sempre al posto giusto, ed è una dote che hanno in pochi…». Già, il tempismo.


Capiva prima i movimenti dei difensori, mettendosi alle loro spalle per poi, con il suo “istinto omicida sotto porta”, colpirli al momento giusto: sui cross dei compagni sapeva sempre dove e quando sarebbe caduta la palla. Meticoloso fino allo sfinimento. L’ossessione fatta calciatore.

Erano queste le doti principali di Super Pippo, che gli hanno permesso di segnare così tanto ed entrare nella storia del Milan e del calcio.

Ovviamente un po’ di fortuna non guasta mai e Pippo, a fortuna, era messo non bene, benissimo.

Ma la fortuna aiuta gli audaci, no?

Dal gol al Bayern Monaco dopo un primo tiro ‘ciccato’, a quello con il Lione dopo un “palo-palo” di Shevchenko con la palla che va dritto a lui. Dalla rete nel derby con l’Inter quando, su una punizione calciata da Pirlo verso la porta, il pallone gli va a sbattere sulla faccia, fino a quella in finale di Champions League contro il Liverpool quando la storia si ripete di nuovo: punizione ancora calciata da Pirlo, e pallone che va a di nuovo a sbattere su Inzaghi, stavolta sulla sua schiena… Gol memorabili!

Quella sera ad Atene, poi, di reti Super Pippo ne segnerà due, il Milan vincerà 2-1 e per il Diavolo sarà la settima Champions League: la storia era stata riscritta.

Riscritta da lui, l’uomo innamorato del gol, l’uomo della vendetta sul Liverpool e dei gol pesanti.

Quello fu una notte ad “Alta Tensione”.

Una delle magiche e indimenticabili notti europee di Super Pippo Inzaghi.

Luigi Potacqui
Ho creato Romanzo Calcistico. Ho scritto per Sonzogno "La magia del numero 10", perché il 10 è davvero un numero magico. Poi, non contento, ho scritto “Settimo Cielo”, il romanzo dei numeri 7. Perché vedere giocare Garrincha, George Best, per arrivare fino a Cantona e a CR7, non puoi che sentirti in paradiso.
https://www.romanzocalcistico.com

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