Marcos Cafù e il rimpianto di Alexandre Pato

Il terzino brasiliano due volte campione del mondo non aveva dubbi sul papero

In una puntata del podcast “Denilson Show”, condotto proprio dall’ex fantasista del Betis e della nazionale verdeoro, Marcos Cafù ha speso parole d’ammirazione per Alexandre Pato, il papero di Pato Blanco che ha fatto innamorare compagni e tifosi nei suoi primi anni al Milan, prima di un tristissimo e malinconico declino. Lo ha fatto, raccontando un curioso aneddoto con protagonisti Paolo Maldini e Alessandro Nesta…

“Eravamo io, Nesta e Maldini, allenamento uno contro uno… contro Pato. – racconta con enfasi “Pendolino” al suo ex compagno – Ci guardiamo tutti: ‘chi va?’ Maldini mi fa ‘vai tu, Capitano!’ Mi chiamava capitano, Paolo. ‘No, no’ gli rispondo nascondendomi. ‘Sandro, vai tu’ dice allora. Ma anche Nesta scuote la testa.
‘Non si prende quello’ gli diciamo. In quel periodo, appena arrivato, Pato non riuscivi a prenderlo veramente.
A Serginho dissi: ‘colui che diventerà il più grande centravanti della nazionale brasiliana è davanti a noi: Alexandre Pato’…”.

È convintissimo Cafù, visto che lo poteva vedere da vicino ad ogni allenamento.

“Lo dico ogni volta che vado in tv: calciava con entrambi i piedi, calciava bene le punizioni, giocava a destra o sinistra, segnava di testa. E poi aveva una velocità e una forza nelle gambe allucinante, un cambio di direzione pazzesco. Non sapevi mai come prenderlo… Io l’ho visto ogni giorno Pato al Milan, non parlo avendolo visto dai video. Io ho visto queste cose, mi sono allenato con lui. Gli davo cinque metri per vedere se gli stavo dietro… Ma non gli stava dietro nessuno”.

Fino a quando i problemi fisici non iniziano a tartassare il talentuoso attaccante brasiliano: è più il tempo che passa in infermeria che quello che passa in campo.

Quanto al termine del contratto con il Milan andai via, nel tempo iniziai a chiedere: “Come va il ragazzo?” E Serginho mi rispondeva sempre: “infortunato”, “infortunato”, sempre “infortunato”. “Ma come se stava volando?” replicavo io… Inspiegabile. In Pato ho visto con i miei occhi un potenziale di centravanti che non vedevo da tantissimo tempo. E io ho giocato con Romario, Bebeto, Batistuta, Shevchenko…”.

E se lo dice con questa convinzione Marcos Cafù, che lo ha visto da vicino…

Non cita Ronaldo il fenomeno, forse per dimenticanza o forse perché il fenomeno fa categoria a parte, ma i nomi degli altri parlano da soli.

Attestato di stima quello del leggendario difensore che non fa altro che confermare ciò che in tanti pensano di Alexandre Pato, ora in forza all’Orlando, club americano della MLS: uno dei più grandi rimpianti della storia del calcio.

Luigi Potacqui
Ho creato Romanzo Calcistico. Ho scritto per Sonzogno "La magia del numero 10", perché il 10 è davvero un numero magico. Poi, non contento, ho scritto “Settimo Cielo”, il romanzo dei numeri 7. Perché vedere giocare Garrincha, George Best, per arrivare fino a Cantona e a CR7, non puoi che sentirti in paradiso.
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