Schick è ormai una certezza

Patrik Schick, foto profilo IG

A vent’anni, sembrava dovesse spaccare il mondo, Patrik Schick.

Nella sua stagione d’esordio in Serie A con la maglia della Sampdoria, infatti, pur giocando poco inizialmente, segna 11 gol, uno più bello dell’altro, incantando il pubblico con giocate da fenomeno.

Ovviamente, ad un talento così puro e giovane, in molti strizzano gli occhi. Diversi club, europei e italiani, provano ad avviare contatti con società ed entourage. Ma a spuntarla alla fine è la Juventus, che trova l’accordo con la Samp per 32 milioni.

Sogno infranto

Sembrano esserci tutti i presupposti per il definitivo salto di qualità per Patrik. I bianconeri in quel momento dominano la serie A e pian piano sembrano avvicinarsi sempre più per fatturato e qualità della rosa ai top club europei: per lui è un’opportunità unica.

Poche ore dopo aver completato le visite mediche alla Continassa, però, la “botta” che non ti aspetti.

Gli esami parlano di un’infiammazione al cuore: la Juve, spaventata dall’investimento da dover fare, e forse nemmeno troppo convinta di volerlo fare, abbandona la trattativa.

Inizia un incubo per il ceco.

È stato uno shock. – ha ammesso nell’intervista all’Independent –  Fino a quel momento pensavo di essere un ragazzo super sano, stavo per approdare alla Juventus. Poi improvvisamente mi hanno detto che avevo un problema cardiaco. Nella mia testa hanno iniziato a prendere piede pensieri negativi, pensavo che avrei dovuto smettere completamente di giocare a calcio“.

Per fortuna, dopo alcune settimane di approfondimenti, l’infiammazione risulta essere un affaticamento da stress, che ha poi portato all’infiammazione del cuore rilevata, rientrata con un prolungato riposo. I medici hanno quindi dato il via libera, anche se tutto quello successo in quei turbolenti giorni, ha ormai inevitabilmente e irreversibilmente cambiato il corso della sua carriera.

La Roma

Su di lui, così, piomba la Roma dell’allora presidente americano James Pallotta, che si accorda con il club blucerchiato per la cifra record di 42 milioni complessivi (34 più 8 di bonus).

A quel punto, sembrerebbe la piazza giusta per un ulteriore step da raggiungere, con i giallorossi che pensano di potergli affidare l’eredità di Momo Salah, passato in quella sessione di mercato al Liverpool per la stessa cifra.

Comincerà invece un tunnel senza uscita.

Durante le due stagioni nella città eterna, l’attaccante praghese sembra completamente spaesato. Da la sensazione di non aver ancora superato lo shock emotivo patito per le problematiche al cuore, oltre che quella di essere incapace caratterialmente di reggere le pressioni di una piazza calda e molto particolare.

Sarà stato il carattere ancora troppo fragile, sarà stata la giovane età di allora, sarà stata l’incapacità di Eusebio Di Francesco che lo ha avuto in quei due anni… Non lo sappiamo con certezza. Sta di fatto, che Patrik delude le aspettative.

“Roma è stato il periodo più difficile della mia carriera” ha ammesso candidamente.

Ma, oggi, tutto sembra cambiato.

La rinascita

Dopo un anno più che positivo con la maglia dei RedBull Lipsia di Jules Nagelsmann, e dopo aver disputato un Europeo da protagonista, riuscendo nell’impresa di vincere persino la classifica marcatori (a pari gol, 5, con Cristiano Ronaldo), Patrik ha iniziato questa stagione alla grande.

Prima si è tolto la soddisfazione di segnare 4 gol in appena 27 minuti nel 7-1 al Greuther Furth, poi quella di segnare 15 reti nel solo girone d’andata, superando così il precedente record della storia del club detenuto da Ulf Kirsten (che si fermò a 14).

Sabato scorso, poi, nel match in cui il suo Bayer Leverkusen ha battuto 2-1 il Borussia Moenchengladbach, ha raggiunto quota 18 gol in campionato, in 16 presenze: più del “cyborg” Håland (ne ha segnati 15 ma in 13 partite), meno solo di “robot” Lewandowski (25 in 19).

Sono arrivato a un punto della carriera in cui sono un giocatore più completo. Ho faticato tanto e, ora, il lavoro mi sta restituendo tutto“.

Oggi, a 25 anni, sembra aver raggiunto la maturità e la convinzione giusta.

Oggi, Patrik Schick, sembra poter finalmente spiccare il volo.

Luigi Potacqui
Ho creato Romanzo Calcistico. Ho scritto per Sonzogno "La magia del numero 10", perché il 10 è davvero un numero magico. Poi, non contento, ho scritto “Settimo Cielo”, il romanzo dei numeri 7. Perché vedere giocare Garrincha, George Best, per arrivare fino a Cantona e a CR7, non puoi che sentirti in paradiso.
https://www.romanzocalcistico.com

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